Leuca Piccola

La Pro Loco Torre Vado comunica i seguenti giorni e orari di apertura del Complesso monumentale di Leuca Piccola, fino al 31 dicembre 2018: SABATO 10-12, 15-17, DOMENICA 10-12, 15-17.
Per visite guidate al di fuori del suddetto orario di apertura, rivolgersi all’Info Point di Morciano di Leuca (c/o ex Palazzo Strafella), oppure chiamare il 340.5897632.

 

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Da sempre i salentini si sono distinti per il loro senso dell’accoglienza…correva l’anno 1685 quando don Annibale Capece eresse il monumentale “Complesso di Leuca Piccola”. Un santuario per pregare, dei sotterranei dove alloggiare, una stalla per i cavalli, una locanda per rifocillarsi e un mercato. Un gioiello, custodito fra le quattro mura del santuario, è la sinopia di un affresco raffigurante la più antica immagine della Madonna di Leuca; l’originale si trovava sull’altare del Santuario di Santa Maria di Leuca, ma fu distrutta durante l’incursione degli algerini nel 1624.

Il complesso è stato edificato in un periodo di massimo splendore del pellegrinaggio mariano e rappresentava l’ultima tappa dei Pellegrini diretti a Santa Maria di Leuca.

La cappella presenta un imponente porticato in stile neoclassico a tre arcate sostenute da pilastri e colonne doriche, con due lapidi in pietra leccese che esortavano il pellegrino a pregare e onorare la Vergine. Venne eretta come una torre fortificata. L’accesso al piano superiore era garantito da una scala stretta a cui difesa, in caso di attacco di nemici che sbarcavano sulle vicine coste, era sufficiente anche un solo soldato.

All’interno si conserva una decorazione pittorica settecentesca di pregevole fattura. Nella sacrestia, oltre ad una piccola “pila” contenente l’acqua per le abluzioni sacre, vi sono due confessionali ricavati nella roccia.

Una scalinata conduce nell’ampio e largo ipogeo, dove sono state ricavate diverse cuccette per i pellegrini. Tre profondi pozzi garantivano acqua potabile fresca ed in abbondanza.

Altri ambienti, che sorgevano in superficie, erano destinati all’accoglienza dei viandanti e degli animali al loro seguito. Rifugi e magazzini per le merci, naturalmente, favorivano il commercio dei beni di prima necessità.

Una lapide, testimone di un’antica e non più esistente locanda, reca incise 10 P che rinviano alla celebre massima: Parole Poco Pensate Portano Pena, Perciò Prima Pensare Poi Parlare.

L’imponenza del complesso traeva in inganno molti pellegrini, che tornavano indietro in quanto ritenevano di aver già raggiunto la meta: il Santuario di Finibus Terrae.